di Elena Franchi
L’estate arriva sempre con una promessa.
Le giornate si allungano.
Le persone escono di più.
I social si riempiono di tramonti, aperitivi, mare e sorrisi.
Sembra quasi che la felicità diventi obbligatoria.
Qualche anno fa, in una calda sera di luglio, stavo tornando a casa dopo una giornata particolarmente intensa.
Ricordo ancora il contrasto.
Da una parte il cielo che sembrava dipinto.
Le risate provenienti dai tavolini dei bar.
Le persone sedute nelle piazze illuminate.
Dall’altra parte c’ero io.
Con quella strana sensazione di aver dato energia a tante persone e di averne lasciata poca per me stessa.
Per un attimo mi sono sorpresa a pensare:
“Ma come fanno tutti ad essere così leggeri?”
Poi mi sono resa conto che probabilmente stavo osservando soltanto una fotografia.
Perché la vita degli altri la vediamo quasi sempre dalla vetrina illuminata.
La nostra, invece, la conosciamo anche nei ripostigli, nelle cantine e nei giorni no.
Forse il problema non era che io non stessi vivendo abbastanza l’estate.
Forse stavo semplicemente confrontando il mio dietro le quinte con il palcoscenico degli altri.
E credo che, almeno una volta, sia capitato a tutti.
In Medicina Tradizionale Cinese l’estate è associata al Movimento Fuoco.
Quando si parla di Fuoco si pensa subito al calore, ma il significato è molto più ampio.
Il Fuoco governa il Cuore, la gioia, la capacità di entrare in relazione, l’affettività, l’empatia, la comunicazione e quel particolare stato che gli antichi chiamavano Shen: la presenza della mente e dello spirito (oltre che aspetti più tecnici legati al sistema circolatorio, sangue, pressione etc.).
In pratica, il Fuoco riguarda il modo in cui illuminiamo il mondo e ci lasciamo illuminare dagli altri. È l’energia che ci permette di entrare in relazione, di crescere attraverso gli incontri e, in qualche modo, di evolvere.
Curiosamente, la scienza moderna sembra raccontare una storia non troppo diversa.
Gli studi sui neuroni specchio e sulla sincronizzazione sociale mostrano che il nostro cervello tende continuamente a risuonare con le persone che ci circondano.
Le emozioni sono contagiose.
Probabilmente ti sarà capitato di entrare in una stanza piena di persone allegre e sentirti meglio senza sapere perché.
Oppure qualcuno inizia a sbadigliare e, quasi per magia, dopo pochi secondi anche tu senti arrivare uno sbadiglio. Ci avevi mai pensato?
Oppure di incontrare qualcuno particolarmente agitato e percepire immediatamente quella tensione.
Siamo molto più interconnessi di quanto immaginiamo.
Ma c’è di più.
Lo studio di Harvard sullo sviluppo adulto, iniziato nel 1938 e considerato uno dei più lunghi studi mai realizzati sul benessere umano, ha evidenziato che uno dei fattori maggiormente associati alla salute, alla soddisfazione e persino alla longevità non sono il denaro, il successo o la fama: sono “le relazioni umane di qualità”. Curioso, vero?
Anche il Movimento Fuoco parla proprio di relazione, connessione, affetto e nutrimento reciproco.
E ancora.
Alcune ricerche mostrano che il cuore non è semplicemente una pompa.
Possiede una complessa rete di cellule nervose e comunica costantemente con il cervello attraverso il sistema nervoso autonomo.
Quando proviamo emozioni come gratitudine, affetto o apprezzamento, il ritmo cardiaco tende a diventare più armonico e coerente.
È ciò che alcuni ricercatori chiamano “coerenza cardiaca”.
Forse gli antichi maestri orientali non parlavano di elettrocardiogrammi, ma avevano osservato qualcosa di molto simile: quando il Cuore è in armonia, la persona appare più presente, più centrata e più capace di entrare in relazione.
Ecco allora una domanda interessante: “se l’estate è la stagione del Fuoco, siamo sicuri che ci stia chiedendo di fare di più?”
O forse ci sta invitando a sentire di più?
A essere presenti invece che perfetti?
A vivere invece che apparire?
——
Il Fuoco armonico non è un incendio che brucia tutto. È il fuoco di un camino acceso.
Scalda.
Illumina.
Raduna le persone, ma non consuma la casa. Forse il vero insegnamento dell’estate è proprio questo.
Non dobbiamo brillare di più per forza.
Non dobbiamo riempire ogni weekend di eventi.
Non dobbiamo nemmeno sforzarci di essere felici.
Possiamo gioire.
Possiamo emozionarci.
Possiamo commuoverci.
Possiamo anche attraversare momenti di tristezza.
Dobbiamo semplicemente alimentare la nostra fiamma.
Perché quando il Cuore è acceso nel modo giusto nasce una sensazione particolare.
Non dipende dal numero di vacanze.
Non dipende dai risultati.
Non dipende dall’approvazione degli altri.
È una forma di pienezza tranquilla.
Quella che ci permette di essere presenti a ciò che stiamo vivendo.
Forse è questo il vero Fuoco dell’estate.
Non quello che abbronza la pelle, ma quello che illumina lo sguardo.
E mentre tutti corrono a caccia dell’estate perfetta o perduta, possiamo concederci qualcosa di molto più prezioso: “un’estate vera”!
Se queste riflessioni ti hanno incuriosito e desideri sperimentare attraverso il corpo ciò che nessun articolo può raccontare completamente, ti invito a partecipare a una lezione o a un incontro Shiatsu nella tua zona e a contattare uno degli insegnanti IRTE.
A volte comprendere qualcosa con la mente è utile, viverlo attraverso l’esperienza lo è molto di più.
Potresti scoprire che il linguaggio del corpo, del respiro e del contatto ha ancora molte cose da insegnarti.
Buona estate. E buon viaggio dentro il tuo Fuoco interiore!
