Scuola Shiatsu IRTE

Parliamo del vento!

di Cecilia Bonazzi

Mi piacciono le giornate di vento in primavera; mi piace la forza, l’energia rigenerante e frizzante; il vento è brioso, pieno di vita, allegro, ma attenzione a non esagerare nell’esposizione. Con la sua intensità porta nubi e temporali, oppure spazza il cielo rendendolo di un azzurro mai visto, che ristora l’anima dopo il grigiore invernale.

Poi arriva “Il vento caldo dell’estate”, intenso, quasi soffocante,  non lascia respiro e spesso alimenta incendi propagandoli; distruttivo, sì, per la sua potenza, ma anche portatore di vita attraverso la dispersione dei semi.

In autunno si fa più fresco e spazza la terra come a voler togliere ciò che non serve più

In inverno è gelido, entra dentro, facendoci tremare fin nelle ossa come a dire “Questo vento agita anche me “ .

Il vento porta con se cose piacevoli o spiacevoli se ci soffermiamo ad una prima osservazione legata alle nostre esigenze umane. Ma il vento è se stesso e fa quello che deve fin dalla notte dei tempi. A lui non importa come ci sentiamo, noi che pretendiamo di gestire e sapere tutto ciò che ci circonda dimenticandoci spesso ciò che ci abita. Il vento ci sussurra e se non capiamo, urla.

“Venti di guerra” , “Qual buon vento !”, “Chi semina vento raccoglie tempesta”, “Ciò che seminiamo nel vento raccogliamo nella tempesta”, sono solo  a cune delle frasi che utilizziamo metaforicamente per descrivere situazioni; ma  se ci diamo il tempo di ascoltare, possiamo percepire, imparare dal vento:

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

 Chi non ha mai cantato o semplicemente ascoltato BLOWIN’ IN THE WIND di Bob Dylan dove il vento è simbolo di libertà e cambiamento, così come in THE WIND OF CHANGE degli Scorpions. In altre canzoni il vento viene cantato come resistenza, perseveranza, determinazione, resilienza, speranza e forza vitale (EPPURE SOFFIA di Pierangelo Bertoli)

La musica, utilizza spesso la metafora del vento per raccontare di ciò che sfugge al controllo e continua a vivere, quella forza invisibile ma persistente che permette il cambiamento e la sopravvivenza dello spirito umano: FOUR STRONG WINDS di Neil Young, CANDLE IN THE WIND di Elton Jhon, AGAINST THE WIND di Bob Siger, SENZA VENTO dei Timoria, solo per citarne alcune; senza  dimenticare come Vivaldi rappresentava il vento attraverso il suono del violino.

Il vento, quindi, come senso di libertà, forza distruttrice, ma anche trasportatrice di vita

MA CHE COS’E’ IL VENTO ?

E’ un agente atmosferico, il movimento di una massa d’aria atmosferica da un’area con alta pressione (anticiclonica), a un’area con bassa pressione (ciclonica) e  due sono le cause principali della circolazione atmosferica su larga scala: il riscaldamento differenziale tra l’equatore e i poli e la rotazione del pianeta, mentre all’interno dei tropici e dei subtropici, le circolazioni termiche basse sui terreni e sugli altopiani possono guidare le circolazioni monsoniche (da internet).

Dall’osservazione e  studio l’umanità ha imparato ad utilizzare i fenomeni atmosferici per vari scopi: in questo caso specifico, come mezzo di trasporto e locomozione (velieri, deltaplani, parapendio, mongolfiere), per generare energia e alleviare fatiche (mulini a vento, generatori di energia elettrica, pale eoliche), scopi ricreativi (aquiloni, paracadutismo, parapendio).

 La rilevazione della provenienza del vento e della sua forza, ha portato alla creazione della ROSA DEI VENTI la quale, traendo ispirazione dalla geometria sacra, veniva posizionata, nelle prime rappresentazioni cartografiche del Mediterraneo, fra  Mar Ionio  l’ isola di Malta l’isola di Creta, che divenivano così anche il punto di riferimento per indicare la direzione di provenienza del vento; essa si basa su quattro punti cardinali principali:

Nord  da cui spira la Tramontana, perché soffia dal cuore delle Alpi verso sud

Est  detto anche Levante, da cui spira il Levante

Sud detto anche Meridione o Mezzogiorno, da cui spira l’Ostro, australe

Ovest , detto anche Ponente, da cui spira il Ponente

Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:

Nord-Est dal quale spira il vento di Grecale, proveniente dalle zone grecia/Turchia

Sud-Est, dal quale spira il vento di Scirocco, proveniente dalla zona siriana

Sud-Ovest , dal quale spira il vento di Libeccio, proveniente dalla Libia

Nord-Ovest , dal quale spira il vento di Maestrale, proveniente dalla via Maestra, cioè Roma

Dunque, ogni punto cardinale ha il proprio vento, ogni stagione ha il proprio vento, ma tutti con caratteristiche ed effetti differenti: il vento può essere una leggera brezza marina o un tornado di forza 5 che avvolge, travolge e distrugge tutto ciò che trova sul suo cammino; può accarezzare i fiori, le foglie, le montagne o strappare rami, alberi e foreste intere; può soffiare delicato sulla nostra pelle e muovere appena i capelli, o permettere ai velieri di solcare gli oceani. È imprevedibile, forte ma delicato, fiero, ci permette di essere a nostro agio o agitati, sposta le nubi come in un Haiku

Oltre le nubi

Stenta il sole a spuntare

Lo aiuta il vento

IL VENTO SECONDO LE MEDICINE TRADIZIONALI CINESI

L’essere umano, animali, piante e ogni altro essere vivente, è immerso in un ciclo evolutivo così come le stagioni, giorno e notte creando un microcosmo all’interno del macrocosmo: ciò che troviamo all’esterno, lo troviamo anche all’interno e ogni azioni climatica, agisce in modo specifico sul corpo in base alle sue caratteristiche.

Il vento è l’energia cosmica del movimento LEGNO, movimento che va dallo yin allo yang, dall’interno verso l’esterno e verso l’alto, rappresenta tutto ciò che dal non manifesto diviene manifesto; il seme che germogliando sbuca dalla terra, l’erba che cresce, il rinnovarsi delle piante e il tendere verso l’alto, la crescita: è la primavera …. ma anche l’adolescenza e la giovinezza nell’essere umano. Il suo organo è il fegato, il suo viscere Vb (vescicola biliare).

Se pensiamo al microcosmo umano, il legno è rappresentato da creatività, progettualità, decisione, comando, ma anche rabbia, collera, aggressività.

VENTO E SHIATSU

Anche il vento, in quanto agente climatico,  può causare disturbi e/o sintomi come mal di testa, gola dolorante; trasporta virus e germi. Sinonimo di cambiamento e movimento,  il vento interno è caratterizzato da tremori, vertigini, tic, movimenti involontari ed improvvisi ed è associato alle disarmonie del fegato. Rabbia, collera, aggressività, quando  diventano eccesso o carenza, si crea disagio: non è tanto la rabbia in se o l’aggressività il problema, ma come si manifesta o non si manifesta. Il vento interno va riportato a livelli accettabili, vivibili, a volte disperso e lo Shiatsu, lavorando sull’energia del ricevente, fa proprio questo, riporta equilibrio la dove c’è disequilibrio.

Secondo il principio filosofico taoista, il vento è uno dei cinque climi legati alle stagioni. In realtà, come ben sappiamo, esso  è presente in tutte le stagioni con caratteristiche e conseguenze differenti:  genera movimento, produce cambiamenti, accelerazioni; nel Neijing  viene riportato che “Le malattie si sviluppano dal vento” e non potrebbe essere diversamente viste le sue caratteristiche di movimento vario, veloce, insinuante.

Il vento come agente climatico, il vento per ogni punto cardinale, il vento per ogni stagione: ma quanto influisce sulla nostra vita il vento ?

Antonio Tabucchi ce ne da un’idea:

“Pensò ai venti della vita, perché ci sono venti che accompagnano la vita: lo zefiro soave, il vento caldo della gioventù che poi il maestrale si incarica di rinfrescare, certi libecci, lo scirocco che accascia, il vento gelido di tramontana. Aria, pensò, la vita e fatta d’aria, un soffio e via”.