di Cecilia Bonazzi.
“Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come chi donarlo non sa”.
E’ una frase che lessi tanto tempo fa all’entrata di una casa di riposo per anziani, ma potrebbe essere scritta all’entrata di una scuola, di un asilo, di un luogo di lavoro, di una palestra, di qualunque edificio pubblico o privato.
Il sorriso è una espressione mimica facciale che può dire molto di una persona e può cambiare il corso della giornata. La sua carica espressiva si esprime non solo dal disegno delle labbra, ma anche e soprattutto, dalla profondità dello sguardo: non a caso si dice “sorridere con gli occhi”.
Il sorriso nasce dal Cuore e si mostra negli occhi. Se guardiamo un bambino di pochi mesi manifesta questa espressività coinvolgendo non solo il viso, ma tutto il corpo: il suo sorriso è contagioso nella sua naturalezza e sincerità ed è questo che fa la differenza con la risata che ci strappa un comico o una qualunque battuta ironica o sarcastica che sia.
La naturalezza, il venire da dentro in modo spontaneo, sincero, senza aspettative, senza pregressi, senza paure
Per contro un sorriso può essere dolce, sì, ma anche malinconico, malizioso, di compatimento, di scherno, acido, forzato.
A volte siamo talmente presi dalle nostre routine, oberati di pensieri, lavoro, impegni che non ci rendiamo conto della mancanza del sorriso in noi: nascono così sorrisi di circostanza, vuoti, privi di quel calore che cambia la giornata; in questa situazione “Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso” (Madre Teresa di Calcutta).
Altre volte vediamo sorrisi su volti sconvolti dal dolore (e che ci segnano per sempre) e quante volte, da bambini, abbiamo cercato tra gli adulti un sorriso che potesse proteggerci dalle nostre paure. In alcuni sorrisi troviamo un mondo da scoprire e in altri un vuoto che necessita di essere colmato.
Durante il primo periodo Covid, quello in cui tutto era chiuso, si presentò un gestore di negozio, costretto a tenere chiusa la sua attività: era disperato e piangeva perché non vedeva vie d’uscita, nessuna entrata economica; l’unica cosa che potei fare fu ascoltarlo, mantenendo lucidità, compassione e quel sorriso interiore empatico che mi permise di lasciarlo sfogare, rasserenare e lasciarlo andare forse con un peso alleggerito. A ripensarci mi stupii e mi stupisco tutt’ora di quell’evento, ma mi sentivo veramente sollevata e pronta ad affrontare quella situazione, senza arrecare ulteriore peso né a lui, né a me.
In fondo, non è una cosa gravosa o difficile concedere un sorriso; è senz’altro meno impegnativo che aggrottare le sopracciglia voltandoci dall’altra parte, ampliando così preoccupazione, disagio, rabbia o giudizio; con un sorriso sincero e spontaneo si allentano e tensioni di chi lo propone e di chi lo riceve.
“Un giorno senza un sorriso
è un giorno perso”
scrisse Charlie Chaplin e direi che, a parte rare eccezioni, ogni giorno un sorriso ci accompagna: che sia legato ad un ricordo piuttosto che ad un evento del quotidiano, è difficile vivere giornate senza un sorriso.
Diversi anni fa, girando per le strade di San Paulo (Brasile), incontrammo una nativa americana con suo figlio di quasi un anno: seduta sulla strada vendeva oggetti fabbricati dal suo popolo, senza fermare i passanti, senza pretendere; semplicemente era lì con questi oggetti a disposizione. Una persona del nostro gruppo le chiese se poteva fare una foto a lei e al figlio, tanta era la loro bellezza e la ragazza acconsenti esprimendo un
luminoso sorriso: mise da parte, con molto contegno, i suoi manufatti che le permettevano di sopravvivere e si prestò per la foto. Fu una gran bella lezione di modestia, dignità, nobiltà e di quanto possa essere importante la vita nella sua semplicità.
Il sorriso ti cambia la giornata e permette di andare avanti nonostante tutto.
“La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo”
(Jim Morrison)
Taoismo, MTC e Shiatsu
“Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto”.
(Mahatma Gandhi)
Il sorriso è uno strumento per instaurare un contatto verso l’esterno e quando è spontaneo, crea uno stato di grande benessere e armonia e favorisce la produzione di endorfine; ma potremmo anche invertire la frase dicendo che “instaura un contatto verso l’interno”.
Poco sopra ho accennato al “sorriso interiore”, ebbene, il Sorriso Interiore è una tecnica di meditazione taoista che si concentra sul generare una sensazione di calma e tranquillità. Basandosi sul Ciclo di Creazione dei 5 elementi ci insegna il contatto con gli organi interni e con le emozioni che, praticando, diventano Virtù. In altre parole, se manteniamo il contatto con le nostre emozioni, anche quelle pesanti, difficili e che richiedono impegno, senza zittirle o senza lasciarci travolgere e stravolgere, ne gioverà il nostro corpo, la nostra anima, il nostro spirito e ciò che ci circonda.
Dunque, colleghiamo il sorriso al Cuore, ma in parte anche al Fegato, visto che si esprime negli occhi; credo, però, che il sorriso per eccellenza, rappresenti una situazione di equilibrio generale e che, in definitiva, comprenda l’intero sistema dei meridiani e delle logge energetiche.
Il sorriso non coinvolge solo la bocca, ma anche tutto il viso: gli occhi si illuminano, le guance si sollevano, la bocca si socchiude. A volte si sorride perché costretti dalle circostanze sociali e, un attento osservatore può notare che uno di questi elementi manca; manca soprattutto, il senso di rilassatezza e questo ci dimostra come siano importanti i pensieri e le emozioni che il soggetto sta provando.
È rilevante per un operatore Shiatsu comprendere e fare proprio questo aspetto, perché accogliere con un sorriso il nostro ricevente, permettendogli di sentirsi a suo agio e affidandosi, ci consente di essere a metà dell’opera. Queste attenzioni possono essere insegnate, valorizzate, riscoperte, integrate in un corso di Shiatsu dove la presenza fisica di studenti ed insegnanti permette un lavoro sinergico ed umano più di quanto qualsiasi evento on-line possa offrire. Lo Shiatsu è una tecnica a mediazione corporea, non una trasmissione tv; lo Shiatsu è contatto, percezione, è un sorriso percepito col tocco mantenuto e costante, al di là di ogni parola o di ogni espressione.
Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.
(Padre Faber)
