Scuola Shiatsu IRTE

La potenza dell’acqua.

di Alessandra Borelli

È fluida, assume la forma di ogni suo contenitore, può scorrere o ristagnare; può essere tranquilla o impetuosa,
trasparente o torbida, calda o fredda, scura o chiara, nutrire la natura o stravolgerla con la sua potenza, cadere dal cielo o sgorgare dalla terra.
L’acqua in natura assume tutte queste forme, ma anche in noi esiste una presenza dominante dell’acqua: basti
pensare che il peso del corpicino di un neonato è fatto di acqua per il 75%, percentuale che decresce col trascorrere degli anni fino al 60% dell’età adulta fino a raggiungere il 55-50% in un organismo anziano.

Componente fondamentale di ogni organismo vivente, nutrimento per le forme di vita animali e vegetali, nell’essere umano la troviamo a scorrere nei vasi sanguigni e linfatici, a comporre il latte materno e i fluidi corporei come sudore, saliva, sperma, urina, liquidi interstiziali e cellulari, a lubrificare le articolazioni e mantenere la pelle idratata.
Una sua carenza o un suo eccesso in natura possono diventare causa di siccità e impossibilità di far crescere o nutrire piante e animali, così come scatenare maremoti o alluvioni, ugualmente devastanti per l’umanità e il pianeta.
Nell’essere umano si verifica esattamente lo stesso: deve esserci sempre ma sempre in un equilibrio capace di
mantenere la corretta funzionalità di organi e apparati, così come sulla terra permette di mantenere l’ambiente e gli esseri viventi di ogni specie.
Potremmo dire che le sue parole chiave sono rappresentate da adattabilità, scorrevolezza e flusso.
In una chiave di lettura energetica, alla luce della Medicina Cinese e nello Shiatsu, l’Acqua rappresenta uno degli
aspetti più evidenti della danza incessante dello stesso Tao, l’alternarsi eterno tra fasi di vuoto e di pieno energetico, di stasi e movimento, che trovano pace nel mantenimento di un equilibrio dinamico, per l’appunto adattabile.
L’Acqua custodisce la fonte della vita nei Reni, che rappresentano il luogo della riserva profonda dell’Energia Vitale
(Qi), quel quantum energetico che spinge l’essere vivente nel ciclo nascita/morte, quindi possiamo dire che l’energia Rene è il fuoco pilota di tutti gli altri organi e visceri dal concepimento in poi. Tuttavia, essendo motore dell’esistenza, è facile intuire che durante l’arco della vita questa Energia Vitale può solo decrescere, senza possibilità di poter essere rimpinguata, ma solo accuratamente custodita e preservata.

Cosa può rappresentare in noi l’equilibrio dell’Acqua?

Sul piano psichico la chiarezza degli intenti e la volontà di condurli a realizzazione, la capacità di mantenere una direzione nel nostro pensare e agire, il sapere come indirizzare la nostra energia psichica, il saper affrontare la paura e non subirla come una diga che ferma il nostro flusso vitale, essere consapevoli delle forze che abbiamo a disposizione e non porci obiettivi troppo grandi da poter essere conseguiti.

Sul piano fisico l’essere capaci di conservare il bilancio idrico, sapersi idratare e non trattenere liquidi in eccesso nel nostro corpo, non generare malattie o disarmonie nel nostro apparato urinario, genitale, endocrino, nervoso e osseo, che rappresentano i principali distretti corporei da essa governati.
Quando l’Acqua perde il suo equilibrio dinamico ogni aspetto della fluidità viene compromesso. Nel corpo potremo manifestare fragilità alle giunture e alle ossa, secchezza della cute o degli organi digestivi, eccesso o deficienza nella traspirazione, infertilità e problemi endocrini. La psiche sarà afflitta da mancanza di scorrevolezza nei processi di pensiero o nelle emozioni, mancanza di volontà, senso di incapacità e scarsa valutazione delle proprie potenzialità, stati depressivi, burnout, ansia e paura senza motivo.

In definitiva, l’esaurimento o lo squilibrio di questa risorsa comporta serie conseguenze per ogni forma di vita, per cui il nostro compito dovrebbe essere quello di farsene custodi, per la natura, per noi stessi e per l’umanità intera, senza dimenticare che l’ambiente e la società in cui viviamo in fondo sono altro che la somma dei nostri comportamenti individuali, per quanto piccoli possano apparirci.

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