Scuola Shiatsu IRTE

Il Benessere Sessuale, ma dove l’ho messo?

di Gianni Toselli

Mente – Accidenti, quando serve non lo trovo mai, eppure mi sembrava di averlo messo qui, pronto e disponibile al bisogno, uffa!
Aspetta aspetta, forse qui? No, nemmeno qui, e nemmeno là… ma dove cavolo è andato?
Proprio vero sì, se la mente lavora troppo poi al benessere sessuale non ci si arriva, anzi, lui scappa e si nasconde proprio!
Ma io che ci posso fare, ditemi? Io sono la mente, il pensiero logico, io non posso non lavorare, non posso essere diversa dalla mia natura, se non agisco così poi al mio capo danno del matto e dello smemorato.
Come chi è il mio capo? Il mio capo, ovvero il capo dei pensieri sei tu che leggi, il tuo amico, la tua amica, insomma qualunque essere umano che mi contiene.
Vita grama, che fare? Sarà che prendo il mio ruolo troppo sul serio?

Tatto – Ehi Mente, ma che fila di blateramenti, soppa se sei pesa!
Cucù sono qui, sono il tatto. Posso darti una mano io? O anche due? Ah ah … da sola puoi solo girare e girare a vuoto, e perderti.

Mente – Senti Tatto, se è una battuta scurril-triviale te la puoi proprio evitare. Secondo te si risolve sempre tutto, come si dice a Bologna, a “sesso e carnazza”, il benessere sessuale non può essere tutto lì.

Tatto – E dici poco? Bah, sarà anche vero, ma intanto io di soddisfazione te ne posso portare, non ho mica tante pretese sai, solo quella di stare bene, senza invocare sempre tutte le volte quelle agitate delle emozioni. Però vorrei agire in pace, perché io lo dico sempre, come esseri umani saremo anche evoluti, ma ci siamo costruiti anche un bel casino tra corpo e mente ed emozioni, ma chi riesce a starci dietro?

Emozioni – (immaginate più voci in coro, con prevalenza sull’infastidito) Tattoooo ma piantala lì, ricordati il casino che hai combinato l’altra volta, bastava un po’ di sensibilità, che sarebbe andata molto meglio, poi va a finire che noi emozioni ce la dobbiamo smazzare a lungo, mica facile.
E dopo inizia un gran frullo tra noi e la mente. Ma ti rendi conto, tu e la tua impulsività!

Tatto– Guardate che anche io ho la mia dignità, se c’è un modo di dire “avere tatto” vorrà dire che io la mia sensibilità ce l’ho.

Gusto – Abbè. Se la mettiamo sui modi di dire, io vi stendo tutti, vi faccio stare più bassi di una sogliola sul fondo dell’Adriatico, ditemi cosa c’è di più bello del dire, anzi del gridare “mi gusto la vita”?
C’è forse qualche altro senso che può arrivare a portare ad una soddisfazione così? No!
D’altra parte voi ci girate attorno, ma se volete arrivare, non vi dico sicuramente ma almeno con buone possibilità, al benessere sessuale un bel consiglio ve lo do io, mangiate e bevete bene!
Altro che, lo dice anche Dargen D’Amico nella canzone “Dove si balla”, ve lo ricordo qui, smemorati:

E sto anche vedendo una
Sono già tre sere
Per ora mangiamo assieme
Ma promette bene
E non si può fare la storia se ti manca il cibo
Tu m’hai levato tutto tranne l’appetito

Ecco, ho detto tutto, mi taccio e mi zittisco, perché sul gusto ne avrei da dire, eeeh quante ne avrei, non ho mica più quarant’anni da un pezzo sapete.
Se penso a tutte le volte che vi siete leccati le dita dopo aver mangiato le costine con le mani, oooh che ricordi. Poi non sono mica razzista io, non escludo certo i vegetariani, quindi non solo costine, vale anche per l’humus all’aglio.

Vista – Senti Gusto, ti mando in vacanza con Tatto, vi vedo un po’ grezzi e rustici ed anche ruspanti, non è mica solo merito vostro sapete, in quanto a contributo al benessere sessuale anche io posso dire la mia. Però a me, Vista, piacerebbe essere apprezzata per le sfumature, per quelle sfumature che fanno la differenza. Uno sguardo, una penombra, un vedo non vedo… quanta energia posso evocare.

Mente – (voce simil-ubriaca di una che improvvisamente emerge smarrita da uno stato di media confusione) Oooh Vista, ma come parli bene, ma che bello stare a sentirti, penserei tutto il giorno solo a te.

Emozioni – (voci in coro) Aspetta un attimo Mente, questa cosa di emozionarci è nostra, tu stai a casa tua, il fremito sulla pelle è roba che parte da noi, chiaro?

Olfatto – E io?

Tutti gli altri insieme – Io chi?

Olfatto – Io Olfatto, quello che vi fa cogliere tutti gli aromi della vita, anche ad occhi chiusi e occhi tappati e bocca chiusa, ma perché mi trascurate sempre? Perché mi ingannate con creme, deodoranti e profumi addosso ed aglio al finto tartufo a tavola? Perché non tenete conto che mi do tanto da fare, anche se voi non ve ne accorgete! Io sono quello della resa dei conti, perché se non ci si piace dall’odore, non c’è niente da fare, io non posso essere zittito.
Quindi, meglio che mi valorizziate, che mi evidenziate, che mi sottolineate e allora sì che il benessere sessuale arriva, eeeh se arriva!

Udito – Ma cosa mi tocca sentire, cosa mi tocca udire, cosa entra in queste povere orecchie, tu olfatto che ti lamenti!? E io cosa dovrei scrivere in questo articolo? Anche a me mi trascurate sempre (a me mi è un errore di scrittura voluto, quale rafforzativo sottolineativo), pensate solo a toccarvi, a guardare quanto siete belli, ad annusarvi, a gustare.
Guardate che fare a meno di me non è facile sapete…. Se ci volete fare arrivare anche un po’ di sentimento le parole sono importanti, pensateci su.

L’autore(voce fuori campo, sontuosa e rimbombante) Ma la piantate di fare casino voi? E la mente che frulla tutto il giorno, e le emozioni che non trovano una quadra, e i sensi che fanno a gara per chi conta di più e per chi è più trascurato, ma la volete piantare?
Me l’avete fatto capire voi, nelle righe qui sopra, che per arrivare a ‘sto benedetto benessere sessuale sarà meglio che ci lavoriamo tutti, ma proprio tutti insieme!
I sensi ci portano sensazioni, ci fanno percepire il nostro corpo e quello degli altri in tutte le sfumature possibili, le emozioni poi danno potenza ai sensi, un completamento unico, sublime.
La mente? Il pensiero?
Eh, quelli sì, vale la pena di tenerli a bada, un po’ sì, ma non troppo.

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L’immagine è tratta dal quadro “La colazione dei canottieri” Pierre-Auguste Renoir, 1880-1881.

Adesso che avete riso un po’ (lo spero 😊 ) vi invito a terminare la lettura con un paio di riferimenti “seri”.

Iniziamo con un estratto dal rapporto CENSIS “Il piacere degli italiani”, marzo 2026

La sessualità, infatti, è al tempo stesso esperienza intima e relazione condivisa
che racconta il rapporto che ciascuno ha con la propria soggettività e con
l’idea di sé stesso, nonché i legami che costruisce con gli altri.

…..

Gli italiani, però, rifiutano di vivere come se tutti i mali del mondo fossero già in essere, di sospendere le vite per prepararsi in avanzo ai dolori che potrebbero arrivare.
E nel quotidiano sprigionano un’energia soggettiva e una tenuta notevoli, con un positivo approccio alla vita vissuta. E non accettano la condanna o il rifiuto moralistico dei piaceri vissuti nell’apparente incoscienza.
Si può senz’altro dire che il piacere degli italiani è la materializzazione di un piccolo miracolo, poiché in una società assediata da derive patologiche globali che dovrebbero provocare siderazione, gli italiani si dimostrano in grado di amare, godere, giocare, divertirsi.
È la plastica dimostrazione che la vita continua a vincere su tutto, e che il piacere degli italiani non è l’esito di rituali consolatori, piuttosto del Dna del loro stile di vita e della sua connaturata vocazione edonista.

Tratto da: CENSIS – Il piacere degli italiani

Altro riferimento, ricordandoci che questo articolo esce in corrispondenza della giornata mondiale dedicata al benessere sessuale.

Il tema dichiarato per il 2026 è “Ogni Corpo (Every Body)”.

Scritto come due parole separate, Every Body mantiene il corpo al centro dell’attenzione. Questo tema, tuttavia, non intende ridurre le persone ai loro corpi. Si tratta invece di riconoscere che ogni persona — per tutto il tempo in cui è in vita — possiede un corpo, e che a determinare se quel corpo sperimenti salute sessuale, diritti, giustizia e piacere è raramente il corpo in sé. Ci chiede di tenere a mente entrambe le parole contemporaneamente: ogni persona, e il corpo che abita. Perché la salute sessuale si vive sempre all’interno di un corpo — e non tutti i corpi si muovono nel mondo alle stesse condizioni.

Tratto da: World Association for Sexual Health – World Sexual Health Day