Scuola Shiatsu IRTE

Ascoltare davvero: l’orecchio come porta di relazione nello Shiatsu

di Enza Balzano

«Ascoltare è un’arte silenziosa.»
Un’arte che inizia molto prima della parola e che accompagna l’essere umano fin dalla vita prenatale.

Al nostro primo comparire in questo mondo, nell’accogliente grembo materno, molto prima di vedere, sentiamo.

👂🏻 L’udito è uno dei sensi più sviluppati già a partire dalla 20ª settimana di gestazione. Da quel momento il feto inizia a percepire i suoni, sia interni che provenienti dall’esterno, e progressivamente a riconoscerli.
Il battito del cuore, la voce della mamma e del papà, una musica in sottofondo, i suoni della vita quotidiana.
È una vera e propria sinfonia sonora che ci accompagna nel primo incontro con il mondo, facendoci sentire accolti, orientati, “a casa”.

L’orecchio, infatti, non serve solo a sentire i suoni.
È un organo fondamentale per l’orientamento, per l’equilibrio, per la percezione del pericolo e della sicurezza. Attraverso l’udito ci relazioniamo con l’ambiente, riconosciamo le distanze, ci muoviamo nello spazio.

Ma l’orecchio ci ricorda anche una capacità spesso dimenticata: ascoltare.

Viviamo immersi nel rumore.
Rumore esterno, fatto di voci, notifiche, suonerie, traffico, richieste continue.
Rumore interno, fatto di pensieri, preoccupazioni, urgenze, doveri. In questo contesto, ascoltare davvero diventa difficile. Prestare attenzione a un interlocutore richiede uno sforzo sempre maggiore, presi come siamo dalle nostre vicissitudini personali.

L’inquinamento acustico è ormai una componente della vita moderna: può permeare ogni aspetto della nostra giornata, rendendo difficile trovare momenti di tranquillità, provocando una serie di disturbi che vanno dall’irritabilità alla perdita temporanea dell’udito, alla tachicardia, alle tensioni muscolari. Può avere un impatto negativo sul sonno, sulla concentrazione e sulla salute fisica e mentale: l’intero sistema corpo-mente entra in uno stato di allerta e contrazione.

L’orecchio e l’Elemento Acqua

Secondo la visione energetica orientale, l’orecchio è in relazione diretta con l’energia dei Reni, governati – insieme alla Vescica Urinaria – dall’Elemento Acqua.

L’Elemento Acqua rappresenta la quiete, la conservazione dell’energia, la capacità di resistere allo stress e di adattarsi. La direzione del Ki è dallo yin allo yin: è una fase di accumulo profondo, una riserva che si carica come una molla e che, quando le condizioni sono favorevoli, genera il primo slancio verso l’alto, lo yang.

Il Rene è considerato il luogo della riserva profonda dell’energia vitale, la nostra quintessenza, detta “Jing”. Non a caso, nella Medicina Tradizionale Cinese si dice che il Rene “si apre” nell’orecchio e che dalla qualità della sua energia dipenda anche la funzionalità dell’udito.

Quando l’energia dei Reni è armoniosa, la persona si sente sostenuta, radicata, capace di affrontare l’ignoto con fiducia. L’udito è stabile e la relazione con l’ambiente risulta più equilibrata.

Quando invece siamo esauriti, sotto pressione, la nostra biologia reagisce mettendosi in allerta, tutto il corpo tende a contrarsi. Aumentano ansia e rigidità, diminuisce la capacità di adattamento. Non è solo una questione di udito: è una congestione dell’intero sistema energetico.


Disturbi dell’orecchio come disarmonie dell’Acqua

In un’ottica energetica, disturbi come acufeni, senso di ovattamento, ipersensibilità ai rumori, vertigini o instabilità possono essere letti come possibili segnali di una disarmonia dell’Elemento Acqua.

Affaticamento cronico, stress prolungato, paura persistente o un eccessivo consumo delle proprie risorse possono indebolire l’energia dei Reni. Quando la riserva profonda è sotto pressione, anche le funzioni legate all’orecchio possono risentirne.

Non si tratta di stabilire relazioni rigide di causa-effetto, ma di riconoscere che il corpo comunica attraverso segnali, invitandoci a prenderci cura dell’equilibrio complessivo.

Un semplice esercizio per sostenere l’Elemento Acqua

Nella tradizione dello Shiatsu, anche il movimento consapevole è uno strumento prezioso.
Tra gli Esercizi Base descritti dal maestro Masunaga nel suo libro “Zen per immagini”, ce n’è uno particolarmente indicato per sostenere l’energia dell’Elemento Acqua.

Esercizio (adatto a tutti):





1 Posizione iniziale: seduti con la schiena diritta e le gambe tese in avanti e solo leggermente divaricate (con i piedi all’altezza delle anche).
2 Espirando, flettere il busto in avanti facendo partire il movimento dal bacino.
3 Allungare braccia e tronco in avanti, in direzione dei piedi, senza forzare. Le spalle rilassate. Respirare profondamente 2-3 volte e ad ogni espirazione allungate il tronco un poco più avanti, sempre partendo dal bacino.

(Trovi tutti gli esercizi dei meridiani su 👉
https://shiatsuirte.it/2019/03/20/makko-ho-esercizi-di-stiramento-dei-meridiani-per-avere-energia-e-salute/

Questo movimento favorisce l’allungamento della schiena, della zona lombare e dei muscoli ischio-crurali, stimolando il deflusso dell’energia lungo il percorso dei meridiani di Vescica Urinaria e Rene, invitando il corpo a ritrovare calma e radicamento.


Lo Shiatsu come spazio di riequilibrio

Lo Shiatsu non lavora “sull’orecchio” in senso meccanico.
Attraverso le sue specifiche pressioni, il contatto profondo e una lettura globale del sistema energetico, accompagna la persona a ritrovare sicurezza, stabilità e una migliore resistenza allo stress.

Il lavoro sull’Elemento Acqua sostiene le risorse vitali profonde e, in questo contesto, anche le funzioni sensoriali come l’udito possono trarne beneficio.

Non si tratta di intervenire sul sintomo, ma di creare le condizioni affinché il flusso vitale possa normalizzarsi.

Lo Shiatsu si integra sempre con eventuali percorsi medici e non li sostituisce. Il suo valore sta nel prendersi cura della persona nella sua interezza, rispettando i tempi e le risorse individuali.

Una riflessione finale

Prendersi cura dell’udito non significa solo proteggersi dal rumore, ma imparare a rispettare i propri ritmi, riconoscere quando è tempo di rallentare e quando è possibile esporsi di nuovo al mondo.

La Giornata dell’Orecchio ci invita a ricordare che il silenzio, come l’ascolto, sono risorse preziose, legate non solo alla percezione dei suoni, ma alla nostra relazione con il mondo e alla qualità della nostra energia vitale.